Bergamo: il pittore Lorenzo Lotto in città

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Category: tematici
  • Tarsie nella Basilica di Santa Maria Maggiore
  • Pala con Madonna e Santi nella chiesa di S. Bernardino
  • Pala nella chiesa di S. Spirito
  • Pala (part.) nella chiesa dei Santi Stefano e Bartolomeo

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L’itinerario dedicato al maestro veneziano, a Bergamo dal 1513 (ca.) al 1525, inizia dalla Basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo Alta dove è possibile ammirare le tarsie poste sull’iconostasi e all’interno del coro (a richiesta), realizzate nell’arco di 30 anni (1522-1555) dall’intarsiatore bergamasco Giovanni Francesco Capoferri, con l’impiego di oltre 100 diversi tipi di legno, scelti per colore, venature e reazione alla luce: i 76 soggetti narrano fatti dell’Antico e del Nuovo Testamento. Lasciato il centro storico si raggiunge la via Porta Dipinta dove nella chiesa di San Michele al Pozzo Bianco, di origine longobarda, a fianco del presbiterio si trovano gli affreschi con Episodi dedicati alla Vergine (1525). Proseguendo per il Borgo Pignolo si raggiungono le chiese di San Bernardino e Santo Spirito: nella prima è conservata l’opera migliore del pittore veneziano, una pala con Madonna e Santi datata 1521, mentre nella seconda si ammira una pala dal medesimo soggetto e coeva alla precedente, ma dai colori più soavi, raffinati ed eleganti. Infine, nel cuore di Bergamo Bassa, all’interno della chiesa di San Bartolomeo si ammira sull’altare una pala Madonna e Santi del 1516, mentre nella seconda sacrestia della chiesa di Sant’Alessandro in Colonna una Deposizione nel sepolcro. L’itinerario può essere completato dalla visita di due tra i più importanti musei cittadini: il Museo Diocesano Adriano Bernareggi, che conserva il dipinto Trintà (1519 ca.), e la pinacoteca dell’Accademia Carrara che espone una serie di ritratti e di scene di genere sacro.

Commissionata nel 1513 da Alessandro Martinengo Colleoni, nipote del noto condottiero bergamasco Bartolomeo, per l’altare maggiore della chiesa domenicana di S. Stefano in Bergamo Alta, e’ oggi priva della cimasa e di tre tavole, conservate rispettivamente nelle pinacoteche di Budapest e Bergamo. Nove santi rendono omaggio alla Vergine e al bimbo che paiono sprofondare all’interno di una chiesa, sovrastati da rimandi simbolici filo-veneziani.