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AFFRESCHI TRECENTESCHI

GLI AFFRESCHI TRECENTESCHI

Lo studio è una rassegna dell’impianto decorativo pittorico interno ed esterno alla basilica, prima della trasformazione in fogge barocche, dovuta alla Controriforma cattolica. Si svelano quindi gli affreschi celati nell’absidiola sudoccidentale, normalmente chiusa al pubblico, quelli conservati nel matroneo meridionale e nel corridoio, una volta a vista e che affacciava sulla navata centrale, i lacerti posti lungo il vano antecedente la sacrestia e quelli posti dietro l’attuale coro ligneo, le porzioni seminascoste a fianco delle bussole e le scene ormai smunte che coronano le pareti esterne dell’absidiola di nord-est.

ALBERO DELLA VITA

L’ALBERO DELLA VITA

Il testo è dedicato alla lettura del più grande affresco trecentesco che vanta la Basilica di Santa Maria Maggiore, purtroppo in parte celato dai rimaneggiamenti barocchi subiti dall’edificio. Datato alla prima metà del XIV secolo, è stato realizzato da un anonimo (il cosiddetto Maestro dell’Albero della vita, attivo in città in altri cantieri ecclesiastici) grazie alla committenza di una delle più importanti famiglie cittadine dell’epoca, i Suardi. Racconta in 48 tondi, distribuiti sui rami dell’albero, la vita di Cristo oltre alla sua morte e resurrezione, con ai piedi i santi Francesco, Chiara, Bonaventura, Maria e Giovani Evangelista.

AULA DELLA CURIA

L’AULA DELLA CURIA

Uno degli scrigni della città di Bergamo interamente affrescato tra il XIII e il XV secolo con episodi del Vangelo, tra cui spicca un Ultima cena, oltre che con riquadri e specchiature in cui compaiono animali, piante, personaggi, fregi, allegorie e simboli caricati di un valore, che concorre alla spiegazione di ogni singola scena e del messaggio didattico e religioso ad essi affidato: un prezioso esempio non solo di arte figurativa medioevale, ma anche la testimonianza della profonda tensione del sacro che contraddistingueva la popolazione di quei secoli.