Lovere, la perla del lago d’Iseo

Lasciando Bergamo e risalendo verso nord la S.S. 42 che, seppur nell’entroterra, corre parallela alla sponda occidentale del Sebino, si approda al capoluogo settentrionale del lago, punto di riferimento della sua sponda orobica, nonché cittadina annoverata dal 2003 tra i borghi più belli d’Italia: Lovere.

Questo delizioso paese che conta poco più di 5mila abitanti, conserva tra i suoi vicoli turriti e le sue suggestive piazze le vestigia di un passato dall’economia fiorente e dall’arte prosperosa.

Sorto già in epoca preistorica sulle pendici a ridosso del Monte Cala, il borgo si è successivamente sviluppato aprendosi ad anfiteatro verso il lungolago e divenendo nel tempo fortemente urbanizzato. Solo la crisi della storica azienda siderurgica locale negli anni ’70 spinse Lovere a cercare fonti di sussistenza alternative aprendosi definitivamente al turismo d’ampio raggio. Accanto ai molteplici servizi ed alle moderne strutture ricettive, l’osservatore attento non mancherà di cogliere i segni del passato: nelle medievali torri degli Alghisi , dei Celeri, Soca e Torricella, nella splendida piazza, oggi Vittorio Emanuele, un tempo della torre civica e dell’ antico Palazzo del Podestà, nelle chiese rinascimentali e rinnovate in forme barocche come la parrocchiale di San Giorgio . Luogo strategico di transito tra pianura e montagna, crocevia di scambi di merci e culture, Lovere si arricchì col controllo dei traffici commerciali fino a sviluppare una florida produzione propria, manifatturiera, specializzata nel panno lana, divenuto celebre ed esportato in tutta l’oltralpe. Ad affermare l’importanza del luogo e delle potenti famiglie che lo presidievano sorsero palazzi, come quello Bazzini, si edificarono e si arricchirono chiese, come la splendida ed imponente basilica di Santa Maria in Valvendra. A Lovere confluì a fine Ottocento la ricchissima e prestigiosissima collezione del conte Tadini che qui farà realizzare l’omonima Pinacoteca ed Accademia per custodirla egregiamente e per insegnare le arti. A Lovere trovarono ed espletarono la loro vocazione Suor Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa che, canonizzate nel Cinquanta, ispirarono l’edificazione del Santuario dedicato a Cristo Re dove, ancor oggi, operano le Suore dell’Istituto di Carità. E di Lovere s’innamorò a metà del Settecento Lady Mary Montague Wortley, nobildonna inglese e moglie di ambasciatore britannico, pioniera della cultura illuminista nell’epoca dei grandi viaggi degli intellettuali europei in Italia: è lei a darci testimonianza degli albori del turismo e dell’ospitalità loveresi ed a lei Lovere rende omaggio intitolandole qualche anno fa la nuova promenade lungolago.

Che sia per una giornata intera o per una più breve sosta nella mattinata o nel pomeriggio, Lovere non mancherà di stupire e soddisfare le più svariate esigenze, coniugando arte e natura, storia e paesaggio, direttamente sul lago senza uscire dalla provincia di Bergamo.


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